°°° Paullina Simons World °°°

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IL GIARDINO D'ESTATE- Il III LIBRO, Attenzione: Spoiler!
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"Alexander, once you carried me, and now I carry you.
Into my eternity, now I carry you".

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Una donna coraggiosa, pronta a rischiare la vita per amore.

Un uomo segnato dagli orrori del gulag, in lotta per ritrovare la pace.



LA TRAMA:





Si erano incontrati a Leningrado alla vigilia della seconda guerra mondiale. Si erano amati tra gli stenti, la desolazione e le bombe di un assedio terribile, sognando di poter vivere un giorno altrove, in pace. Poi, il dramma del distacco.
Sono passati venti anni da allora. Tatiana e Alexander si sono miracolosamente riuniti in America, la terra dove lui è nato e da dove, bambino, era partito. Il loro sogno di libertà è stato esaudito; la loro unione è stata benedetta dalla nascita di un figlio, Anthony. Eppure Tania e Shura non sono felici. Sul loro rapporto pesano le ferite, il dolore, i fantasmi delle tragedie vissute. Pur amandosi ancora profondamente, non riescono a ritrovare la meravigliosa intimità, la passione febbrile di un tempo: entrambi coltivano nell’animo oscuri segreti e paure che non riescono a rivelarsi l’un l’altra.
Mentre lottano per costruirsi una nuova vita in Arizona, vivono con disagio anche il clima di sospetto e intimidazione dovuto alla Guerra Fredda in atto: ex capitano dell’Armata Rossa, Alexander è nel mirino del governo per i suoi trascorsi nell’esercito dell’URSS. E quando Anthony, il loro primogenito, si arruola volontario in Vietnam e scompare nei gorghi di un conflitto feroce, Tania e Shura sentono che gli incubi del passato sono tornati a minacciare il loro fragile equilibrio. Riusciranno a vivere quell’esistenza serena e normale che avevano sognato nella capanna di legno durante la luna di miele a Lazarevo?
Torneranno mai a passeggiare insieme nel Giardino d’Estate a San Pietroburgo?
Intensa, toccante, epica, piena di sentimenti esaltanti e con due protagonisti straordinari che hanno incantato e commosso milioni di lettrici, si conclude con Il Giardino d’Estate la saga più romantica e appassionante degli ultimi anni: la storia di un amore che vince la paura e la morte, sfida il destino e la Storia, ed è messo nuovamente alla prova di fronte al futuro e alla felicità.

«Non ti ho amato per noia, o per solitudine, o per capriccio. Ti ho amato perché il desiderio di te era più forte di qualsiasi felicità. E lo sapevo che poi la vita non è abbastanza grande per tenere insieme tutto quello che riesce ad immaginarsi il desiderio. Ma non ho cercato di fermarmi, né di fermarti. Sapevo che lo avrebbe fatto lei. E lo ha fatto. È scoppiata tutto d'un colpo.»


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"Ho un angelo che mi guarda dietro la spalla stanca, un angelo senza bilancia non pesa la mia giornata. Un angelo che non mi condanna quando la rosa ferisco, quando fuggo la speranza, quando batto la fronte sulla pietra del disinganno, quando inganno la morte con rondini di carta. Ho un angelo che mi salva dietro la spalla stanca."

"Sono io, io c’ero sempre, non ti ho mai lasciata, il tuo angelo custode. Credi davvero che tu eri senza di me fino ad ora? C’era una continuità tra noi, tu mi toccavi."

Ma tu dimmi, perché mi servi, angelo?
"Io non so, mi comandano. Tu non mi piaci, tu sei goffo e opaco, il tuo corpo è il mio esilio, io sono servo, un angelo missionario."
Allora chi ti manda?
"Tu pensa a chi t’ama e saprai chi mi guida. Io sono soltanto le mani che tende colui che ama l’altro. (...) Le mani di chi ama con ansia vitale terminano in angeli."
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"If I could dream at all, it would be about you. And I'm not ashamed of it."
● Edward Cullen ●
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 21/3/2009, 14:59


Non l'ho ancora letto :mb56.gif: spero di rimediare al più presto^^

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Più come pro forma che perchè ne sentisse il bisogno, chiuse gli occhi e cominciò a recitare l'Atto di Dolore, come sempre in francese. Mon Dieu, je regrette... eppure non si pentiva di nulla; era fin troppo tardi per qualunque pentimento.
Avrebbe ritrovato Claire una volta morto? Si domandava. O magari, come si aspettava, sarebbe stato condannato alla separazione per un po'? In ogni caso l'avrebbe rivista: si aggrappò a quella convinzione con molta più fermezza di quanta non ne provasse nell'abbracciare i dogmi della Chiesa.
Dio gliel'aveva data, Dio gliel'avrebbe restituita.
image "Il Cerchio di Pietre" Diana Gabaldon image


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shavanna81
view post Posted on 28/5/2008, 22:35Quote

Utente cancellato






ho trovato questo libro bellissimo,ti rimane davvero dentro
 
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view post Posted on 18/6/2008, 11:52Quote

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 27/12/2009, 12:46


Il giardino d'estate..
a primo impatto è stato difficile leggerlo, non so perché ma il mio commento subito dopo averlo finito era stato questo:
"Ho letto questo romanzo con il cuore, :throb.gif:
con il cuore posso dire che mi ha fatto emozionare,
ascolto il mio cuore e mi dico che era così che doveva andare,
era così che doveva finire.
Non ascolto la mia mente.
Non oggi.
Non ora.
Il mio cuore mi riporta al primo libro "Il cavaliere d'inverno",
a Tania e Shura,a pagina 35 di quel libro, al loro incontro, alla loro magnifica storia d'amore.
Ritornerò sempre indietro e me li ricorderò sempre e solo così.
Il tempo forse mi farà apprezzare e capire il perché Paullina abbia deciso di far vivere una vita così detta normale al mio Shura e alla mia Tania, irriconoscibili per più di metà libro, ora non me lo spiego e non me lo chiedo.
Dov'è Shura?
Dov'è Tania?
Tania e Shura erano amore, erano sofferenza, ciascuno l'anima dell'altro.
Dove sono? certo ogni tanto si intravedono...ma il vuoto che ti lasciano ogni volta ti spezza il cuore.
Io sono rimasta a Leningrado, a Lazarevo, e a Berlino...
quando ho bisogno di Tania e Shura il mio cuore mi riporta indietro."

So che moltissime di voi non saranno d'accordo :confused.gif: su questa mia impressione, infatti a molti il libro è piaciuto a primo impatto...
invece a me ci è voluto del tempo per capirlo..ora sono passati alcuni mesi, e devo dire che sto cominciando ad apprezzarlo, vedo al vita quotidiano di Shura e Tania, la vedo la condivido.
Paullina ha avuto davvero coraggio a scrivere questo terzo libro, si davvero, perché descrivere una storia d'amore nella quotidianità di una vita normale è molto difficile.

voi che ne pensate?



"...Rimasero a guardarsi per un attimo, ma un attimo di troppo che parve un'eternità...""
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view post Posted on 18/6/2008, 12:08Quote
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Io ho letto il tuo post con molta circospezione. Perchè? Beh, perchè devo ammettere di non aver ancora letto "Il Giardino d'Estate". L'ho comprato subito, appena uscito nelle librerie, ma non l'ho voluto leggere subito. Forse vi sembrerà un pò sciocco, ma sapendo che quasi sicuramente sarebbe stato l'ultimo capitolo di questa storia, dovevo assolutamente far si che mi durasse il più a lungo possibile.
Ora però sono pronta per iniziarlo. Tra qualche giorno, appena finito "New Moon" della Meyer, prenderò in mano questo romanzo, e lo farò con il timore di pensare le stesse cose che hai scritto tu qui sopra, di fare lo stesso inevitabile paragone con i Tania e Shura de "Il Cavaliere d'Inverno", e con la paura per quello che sarà il loro destino.

«Non ti ho amato per noia, o per solitudine, o per capriccio. Ti ho amato perché il desiderio di te era più forte di qualsiasi felicità. E lo sapevo che poi la vita non è abbastanza grande per tenere insieme tutto quello che riesce ad immaginarsi il desiderio. Ma non ho cercato di fermarmi, né di fermarti. Sapevo che lo avrebbe fatto lei. E lo ha fatto. È scoppiata tutto d'un colpo.»


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"Sono io, io c’ero sempre, non ti ho mai lasciata, il tuo angelo custode. Credi davvero che tu eri senza di me fino ad ora? C’era una continuità tra noi, tu mi toccavi."

Ma tu dimmi, perché mi servi, angelo?
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 27/12/2009, 12:46


:mf_lust.gif: Dai è un bellissimo libro!
non ho anticipato nulla, solo impressioni varie!!Per fortuna!!

Non preoccuparti dai, su questo libro le fans di Paullina si sono divise, ma era già successo per Tatiana&Alexander, a moltissime il secondo libro non è piaciuto per niente, anzi lo ritenevano ridondante in molti punti, o comunque si sentivano maggiormente coinvolte dal primo.
Io invece appartengo al gruppo di lettrici che lo ha amato fin da subito, anzi per me era tutto un unico libro, il secondo non poteva esistere senza il primo e viceversa!!

per il terzo...
rimandiamo la discussione!!!! e buona lettura :1201971995.gif:

"...Rimasero a guardarsi per un attimo, ma un attimo di troppo che parve un'eternità...""
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Si, per fortuna! Colgo l'occasione di raccomandare l'uso degli "Spoiler" o comunque di avvisare sempre quando si rivelano parti della trama di un libro ^^ Nel forum c'è un pò di gente che i libri della Simons non li ha ancora letti tutti o che lo sta facendo in questo momento.

Personalmente, appena terminata la lettura de "Il Giardino d'Estate" correrò subito da voi per parlarne assieme!

«Non ti ho amato per noia, o per solitudine, o per capriccio. Ti ho amato perché il desiderio di te era più forte di qualsiasi felicità. E lo sapevo che poi la vita non è abbastanza grande per tenere insieme tutto quello che riesce ad immaginarsi il desiderio. Ma non ho cercato di fermarmi, né di fermarti. Sapevo che lo avrebbe fatto lei. E lo ha fatto. È scoppiata tutto d'un colpo.»


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Ma tu dimmi, perché mi servi, angelo?
"Io non so, mi comandano. Tu non mi piaci, tu sei goffo e opaco, il tuo corpo è il mio esilio, io sono servo, un angelo missionario."
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shavanna81
view post Posted on 18/6/2008, 17:43Quote

Utente cancellato






Io vi posso dire che ho scoperto Paullina Simons con "Il Giardino D'estate"non conoscendo i 2 libri che l'avevano preceduto.e' stato un regalo di mia zia che conosce il mio amore x la lettura... devo dire che una volta incominciata la lettura non sono riuscita piu' a smettere mi ha coinvolta totalmente,ho amato subito Tatia e Shura,e poi ho letto gli altri,x me sono un unico libro e la loro storia e' indimenticabile image image
 
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view post Posted on 28/7/2008, 14:44Quote
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Ed eccomi qui, alla fine, anche io pronta a parlare senza indugi anche di questo romanzo di Paullina, il tassello mancante del puzzle, l'altro pezzo del mio cuore...
E' passato molto tempo dall'ultima volta che ho letto di Tania e Shura e adesso che me li ritrovo davanti sono così diversi, quasi irriconoscibili. Contemporaneamente sto leggendo anche "Il Cavaliere d'Inverno", per la nostra lettura collettiva, e i paragoni sono inevitabili. Lo sarebbero stati comunque.
Le prime pagine sono un pugno diretto allo stomaco. Ora che sono in America, adesso che potrebbero vivere quella vita sullo stile del "...e vissero per sempre felici e contenti", ci sono i dolori dell'anima, i fantasmi del passato che glielo impediscono, che fanno si che anche loro, amanti appassionati e amorevoli, finiscano col ferirsi, farsi del male nel più brutale dei modi.
Personalmente, mi sento di dividere questo libro in quattro parti differenti:
La prima, arriva fino al momento in cui Alexander e Tatiana non sono più costretti a fuggire, quando possono finalmente prendere una dimora stabile, perchè la situazione di lui con il governo Americano è stata chiarita.
In questi momenti ho provato dolore, soprattutto per Alexander. Dio, ma dov'è il mio Shura? Ecco quello che mi domandavo. Insomma, dov'è l'uomo che combatte, la sua forza e la sua dolcezza, quell'essere umano che mai e poi mai avrebbe alzato un solo dito su Tatiana, con l'intento di farle del male e ferirla?
Sentirlo imprecare in continuazione, arrabbiarsi, essere freddo e scostante è stato davvero qualcosa di amaro, che mi faceva male... Al tempo stesso, però, mi dicevo: "Eccola, è questa la forza straordinaria della scrittura di Paullina Simons. Solo lei riesce a dare gioia e dolore in questo modo. E' unica!".
Insomma, mi sono sentita molto legata al libro, in questa parte, ricordandomi di tutto ciò che Alexander aveva dovuto sopportare in "Tatiana&Alexander", e dicendomi con sicurezza che prima o poi lui sarebbe tornato. Doveva succedere!
La seconda parte invece è quella che mi è rimasta più indigesta. E' un continuo sali e scendi, una quotidianità finalmente acquisita, ma vagamente sgradita, amara, priva del sollievo e del conforto che mi ero immaginata.
Alexander diventa ancora più incomprensibile. L'apoteosi del suo atteggiamento sfocia nel mezzo rapporto sessuale con quella donnaccia che è Carmen, nella gelosia verso Tatiana e il suo lavoro d'infermiera, e dentro la rabbia recondita che si porta dietro, e che riversa su di lei, sua moglie, ogni volta che non riesce a vincerla. E infine, il tutto arriva allo scontro più terribile fra Tatia e Shura, quello in cui, per un attimo, pensi che si perderanno, anzi, che infondo si sono già persi da tempo, nel vivere quotidiano, nei problemi delle coppie di tutto il mondo...
Lì, non riconoscevo più neanche Tatiana.
Avrei voluto dire loro: "Ma non ricordate Leningrado? Luga? E Lazarevo....? Possibile che non sappiate più chi siete, e che il vostro amore è stato più forte del suono dei cannoni, di una guerra tremenda e di anni di lontananza e dolore?"
Poi tutto cambia, e in batter di ciglia, sembra che anche questa turbolenza sia passata, in qualche modo, anche se non ho capito bene come...
E si arriva alla terza parte. Innanzitutto c'è un salto temporale, che porta Alexander ad avere cinquant'anni e altri 3 figli, oltre ad Anthony, che ormai è adulto e si arruola per combattere in Vietnam.
Dunque c'è ancora una guerra, e se all'inizio credevo che proprio Anthony ne sarebbe stato il protagonista, mi sbagliavo di grosso. E' di nuovo Alexander a viverla, a partire e lasciare la sua famiglia, in cerca del figlio disperso chissà dove, forse prigioniero o forse sposato e in fuga da tutto, in attesa di un bambino da una prostituta vietnamita.
Questa parte è davvero molto avvincente, perchè in un balzo ti catapulta verso un ambiente più familiare, dove ti sembra più consono vedere Alexander. Si abbandonano i problemi di tutti i giorni, la gelosia e la rabbia folli, e ci si incammina verso un terreno minato dove ciò che si rischia di perdere non è più l'anima o l'integrità, ma di nuovo la vita.
Alexander riesce a ritrovare suo figlio, prigioniero, quasi in fin di vita e mutilato di un braccio. Con la disperazione e la sua forza, riesce a trarlo in salvo, ma ad un prezzo molto caro: la vita di alcuni militari, colleghi ed amici, e il rischio di morire a sua volta, colpito al petto in maniera molto grave.

"Percepì altre cose, altre voci. Aveva le braccia alzate, oggetti acuminati gli pizzicavano l'avambraccio, qualcosa gli gocciolava dentro. Una cosa lunga, sottile e affilata gli entrò nel fianco, come se qualcuno lo pugnalasse direttamente dalla costola al cuore con una piccozza. Non vedeva nulla, nemmeno Tatiana. Gli occhi non gli si aprivano e non gli si chiudevano. Erano immobili" [...]

[...] "Ah, pensò Alexander, non ansimo più. Il corpo che si rilassa, la mente che si schiariva, le mani, le dita, il cuore che ricevevano conforto...Gli occhi ancora chiusi, e sebbene non vi fossero la nicotina, l'oceano, Luga, i blinchiki, il pane, il silenzio, l'armonia, ancora rumore, ancora baccano, ancora cigolii, eppure...
Il paradiso.


E poi si viene fiondati nell'ultima parte, come i titoli di coda di un film, che sono un salto dietro l'altro nel tempo, e Tatia e Shura sono al centro di una casa con ventisei persone di cui, francamente, ricordo molto poco.

Come un cerchio, ecco che la storia si chiude, quasi come era iniziata, con Tatiana seduta su una panchina, intenta a mangiare un gelato, e Alexander che la guarda, dalla fermata di un autobus.
Non sono più a Leningrado e hanno ottant'anni, ma sono innamorati come allora e, come al principio, lui attraversa quella strada per andare da lei, perchè quello era il loro destino.

Ve lo confesso, ho pianto sul finale. "E' finita", sono riuscita a pensare. Ora ho la certezza che non ci saranno più parole per Tania e Shura e che tutta la loro eredità è dentro il mio cuore.
Poco importa che il finale mi abbia lasciato con un senso di vuoto, con quei salti generazionali che sarebbe stato molto meglio veder passare un poco alla volta, attrraverso altri libri, perchè infondo sapevo sin dal principio che Tatia e Shura per me sarebbero sempre stati quelli di Leningrado, di Luga e di Lazarevo....

Edited by **Marlee** - 28/7/2008, 16:43

«Non ti ho amato per noia, o per solitudine, o per capriccio. Ti ho amato perché il desiderio di te era più forte di qualsiasi felicità. E lo sapevo che poi la vita non è abbastanza grande per tenere insieme tutto quello che riesce ad immaginarsi il desiderio. Ma non ho cercato di fermarmi, né di fermarti. Sapevo che lo avrebbe fatto lei. E lo ha fatto. È scoppiata tutto d'un colpo.»


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"Sono io, io c’ero sempre, non ti ho mai lasciata, il tuo angelo custode. Credi davvero che tu eri senza di me fino ad ora? C’era una continuità tra noi, tu mi toccavi."

Ma tu dimmi, perché mi servi, angelo?
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shavanna81
view post Posted on 28/7/2008, 15:12Quote

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Finalmente hai finito di leggere anche tu il libro!!!!Non potevi commentare diversamente..brava!!!Anche io ho provato un senso di vuoto alla fine,xche' pensi di aver vissuto con loro x tutta la vita
 
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 26/12/2009, 17:39


Hai ragione, Shav. Paullina Simons, come nessuno, è riuscita a donare ai suoi lettori un senso intimo di familiarità con i personaggi, quasi che la loro casa sia un poco anche la nostra. In questo è stata davvero straordinaria.
E' stato un peccato il compimento di tutti questi salti, che di fatto mi hanno impedito di seguire Tatia e Shura nel loro evolversi nel tempo. Non riesci a starci dietro e non puoi fare a meno di immaginarli com'erano prima, nonostante quel che leggi.

La parte centrale è stata quella che mi è piaciuta meno, un pò perchè non siamo abituati a vedere Tatiana e Alexander alle prese con "problemi comuni", ma un pò anche perchè il comportamento di lui mi è risultato assurdo ed incomprensibile.
Io Shura lo ricordo come nei primi due libri, quella per me è la sua anima. Arrogante, sfacciato, duro alle volte, ma mai violento con Tania... questo non mi è piaciuto, indipendentemente dalle spiegazioni che si possono dare.

Certo è che dovevo leggerlo, perchè la storia è così che è andata, e se non l'avessi fatto, sarebbe rimasta incompleta. Nel bene e nel male, anche questo libro è stato un tesoro di inestimabile valore, da custodire gelosamente fra i ricordi più belli!

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"Sono io, io c’ero sempre, non ti ho mai lasciata, il tuo angelo custode. Credi davvero che tu eri senza di me fino ad ora? C’era una continuità tra noi, tu mi toccavi."

Ma tu dimmi, perché mi servi, angelo?
"Io non so, mi comandano. Tu non mi piaci, tu sei goffo e opaco, il tuo corpo è il mio esilio, io sono servo, un angelo missionario."
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"La sognatrice"

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 27/12/2009, 16:11


Marlee, sono rimasta a bocca aperta... :yikes.gif: bellissima, toccante, realistica visione dell'insieme del libro !
Complimenti non avresti potuto fare di meglio :5tx6xl.gif:
I tuoi commenti mi hanno toccato dritti al cuore, e con le tue parole sei riuscita a trasmettere gli stessi sentimenti che ho provato io nel leggerlo...anche se ammetto ho fatto fatica a finirlo (anche perchè per mia sfortuna avevo letto accidentalmente su un forum parte della trama )...e proprio quel senso di vuoto che alla fine lascia quasi con l'amaro in bocca e le lacrime pronte a cadere...ma in fondo un senso di rassegnazione per la fine di questa storia che si conclude con il vissero felici...e contenti arrivando alla veneranda età di 80 anni...credo che sia questo il più bel lieto fine che la Simons potesse scegliere...una lunga vita insieme anche se fatta di problemi, incomprensioni, lotte, paure...gioie, dolori...e tutti quei sentimenti che la vita ci offre, ma alla fine del loro percorso di vita, guardandosi alle spalle...seduti su quella panchina, possono avere la certezza di aver trascorso parte della loro vita insieme.
Ancora bravissima Marlee !!!

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"Tu sei il Sole delle mie giornate tristi...
e l'Alba delle mie notti insonni"

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Grazie Claire, in effetti penso di aver parlato proprio con il cuore, e non poteva essere diversamente, dal momento che tutta questa storia l'ho vissuta allo stesso modo.

Il mio più grosso timore, essendo stata molto attenta a non beccarmi delle anticipazioni, era quello di veder accantonati Tatiana e Alexander per lasciar spazio ad Anthony e agli altri figli, ma così non è stato per fortuna.
Certo è che con la scelta di tutti quei salti avanti nel tempo, il messaggio è molto chiaro: Non ci saranno altri libri, né altre storie; finisce così. E meno male che c'è il lieto fine, perchè ne ho dubitato seriamente ad un certo punto.
E questo è anche il bello, perchè le cose scontate, infondo, non sono mai belle come quelle in cui sei temi fino all'ultimo che tutto sia possibile.


«Non ti ho amato per noia, o per solitudine, o per capriccio. Ti ho amato perché il desiderio di te era più forte di qualsiasi felicità. E lo sapevo che poi la vita non è abbastanza grande per tenere insieme tutto quello che riesce ad immaginarsi il desiderio. Ma non ho cercato di fermarmi, né di fermarti. Sapevo che lo avrebbe fatto lei. E lo ha fatto. È scoppiata tutto d'un colpo.»


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Ma tu dimmi, perché mi servi, angelo?
"Io non so, mi comandano. Tu non mi piaci, tu sei goffo e opaco, il tuo corpo è il mio esilio, io sono servo, un angelo missionario."
Allora chi ti manda?
"Tu pensa a chi t’ama e saprai chi mi guida. Io sono soltanto le mani che tende colui che ama l’altro. (...) Le mani di chi ama con ansia vitale terminano in angeli."
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"If I could dream at all, it would be about you. And I'm not ashamed of it."
● Edward Cullen ●
~

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● Le mie iniziative:

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"La sognatrice"

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 27/12/2009, 16:11


CITAZIONE (**Marlee** @ 29/7/2008, 11:31)
E meno male che c'è il lieto fine, perchè ne ho dubitato seriamente ad un certo punto.
E questo è anche il bello, perchè le cose scontate, infondo, non sono mai belle come quelle in cui sei temi fino all'ultimo che tutto sia possibile.

Hai perfettamente ragione !!! :mb7.gif:

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"Tu sei il Sole delle mie giornate tristi...
e l'Alba delle mie notti insonni"

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"Alexander, once you carried me, and now I carry you.
Into my eternity, now I carry you".

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 26/12/2009, 17:39


E' tutta una storia meravigliosa, ma resta fuori discussione che "Il Cavaliere d'Inverno" sia il capolavoro della Simons. Sarà anche che è il primo che ho letto... :throb.gif:

«Non ti ho amato per noia, o per solitudine, o per capriccio. Ti ho amato perché il desiderio di te era più forte di qualsiasi felicità. E lo sapevo che poi la vita non è abbastanza grande per tenere insieme tutto quello che riesce ad immaginarsi il desiderio. Ma non ho cercato di fermarmi, né di fermarti. Sapevo che lo avrebbe fatto lei. E lo ha fatto. È scoppiata tutto d'un colpo.»


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"Ho un angelo che mi guarda dietro la spalla stanca, un angelo senza bilancia non pesa la mia giornata. Un angelo che non mi condanna quando la rosa ferisco, quando fuggo la speranza, quando batto la fronte sulla pietra del disinganno, quando inganno la morte con rondini di carta. Ho un angelo che mi salva dietro la spalla stanca."

"Sono io, io c’ero sempre, non ti ho mai lasciata, il tuo angelo custode. Credi davvero che tu eri senza di me fino ad ora? C’era una continuità tra noi, tu mi toccavi."

Ma tu dimmi, perché mi servi, angelo?
"Io non so, mi comandano. Tu non mi piaci, tu sei goffo e opaco, il tuo corpo è il mio esilio, io sono servo, un angelo missionario."
Allora chi ti manda?
"Tu pensa a chi t’ama e saprai chi mi guida. Io sono soltanto le mani che tende colui che ama l’altro. (...) Le mani di chi ama con ansia vitale terminano in angeli."
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"If I could dream at all, it would be about you. And I'm not ashamed of it."
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